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Dottor Pelosone Fondazione Theodora

Dopo un anno dall'avvio del Dottor Sogni 2.0, quali sono le tue riflessioni in merito a questo progetto?


"Nel mese di marzo 2020 abbiamo dovuto sospendere le visite in presenza, ma non ci siamo arresi. Con l'obiettivo di trovare un'altra modalità di essere accanto ai bambini in ospedale, avvalendoci dei nuovi mezzi a disposizione, abbiamo ideato il progetto Dottor Sogni 2.0. All'inizio l'idea di realizzare le video visite mi ha lasciato perplesso, ma poi mi sono dovuto ricredere. perché in questo difficile anno le persone, che sono doppiamente isolate, apprezzano e riconoscono, anche da bambini, il legame che si crea anche durante una video visita. Grazie alla fantasia si possono superare i limiti imposti dal telefono e saziare la fame di incontri e di solitudine che ognuno sta vivendo".

Vuoi condividere con noi un aneddoto legato al Dottor Sogni 2.0?

"Se devo pensare ad un aneddoto o meglio ad un riscontro concreto di questa attività, mi viene in mente l'episodio del Dottor Leoni e dell'infermiera Rita Rolla dell'Ospedale Sant'Andrea di La Spezia. Durante una visita in pronto soccorso hanno utilizzato un video del progetto Dottor Sogni 2.0 per calmare una bambina e poterle effettuare in tranquillità una suturazione. Questo episodio testimonia che il nostro progetto ha sortito un'efficacia concreta che è in realtà il frutto dei 26 anni di esperienza delle visite in ospedale che ci ha permesso di capire, pur non entrando direttamente nelle stanze, come agire a distanza e di rendere, grazie agli strumenti artistici dei Dottor Sogni, uno strumento così algido come il telefono a misura della poesia e della relazione affettiva che è l'obiettivo centrale che i Dottor Sogni perseguono".

Non solo il progetto Dottor Sogni 2.0, ma anche l'audiolibro di Theodora ha permesso ai bambini di sentirsi meno soli, ce ne parli?

"L'audiolibro '25 fiabe per Theodora' realizzato con le fiabe donate da Emanuela Bussolati e interpretare da testimonial, personale ospedaliero e staff di Theodora è un'opera artistica rappresentativa dello specchio dei tempi. Non potendo entrare fisicamente nelle stanze, abbiamo utilizzato la voce come veicolo del nostro corpo per portare un'evocazione artistica attraverso le favole. L'audiolibro ci ha permesso inoltre di raccontare anche all'esterno quello che facciamo nelle stanze d'ospedale e di renderlo utile anche ai bambini isolati a causa della pandemia. È un filo che collega tutto".